Il Fagiolo di Sarconi – Provincia di Potenza

I fagioli di Sarconi sono coltivati da secoli e detengono il marchio Igp della Comunità Europea (Indicazione geografica protetta) dal 1996. Nei registri del Catasto onciario di Sarconi viene evidenziato come i fagioli fossero la coltura più diffusa, già a partire dalla prima metà del XVIII° secolo, anche se le prime testimonianze di questa pratica si riscontrano nei registri amministrativi dei Conventi Religiosi fin dal XVI° secolo.
I fagioli erano arrivati dalle Americhe in Italia con Cristoforo Colombo (1451-1506). A cavallo tra 800’ e 900’, il fagiolo costituì, assieme al grano, un valido antidoto alla pellagra, quasi sconosciuta in Basilicata, ma molto diffusa nel nord Italia, dove le vittime di questo morbo decimarono la popolazione padana.
I produttori del consorzio, grazie anche a programmi di enti di ricerca e di sviluppo come Università, CNR, Regione, ALSIA, hanno saputo recuperare e conservare ecotipi locali di indiscutibile valore agronomico, dalle qualità organolettiche eccellenti e produrli secondo regole, spesso non scritte, ma conosciute e tramandate di generazione in generazione. Tali regole, riportate nel disciplinare di produzione IGP, dichiarano che si tratta di una produzione ottenuta secondo gli usi e costumi popolari del mondo contadino, nel rispetto di tradizioni, caratterizzata da metodi agronomici tradizionali che prevedono la rotazione, la consociazione e le concimazioni spesso fatte con concimi organici, in assenza di diserbanti e pesticidi.

La Sagra del Fagiolo IGP rappresenta un importantissimo appuntamento socio-antropologico e promozionale, non solo di un prodotto (il fagiolo) ma di un’intera Comunità e di un territorio. La forte identità di una Comunità che tramite l’evento si riscopre e si ripropone annualmente attraverso il ritrovarsi tra i vicoli del borgo e si emoziona per gli importanti traguardi raggiunti in termini di visitatori.
I detentori del bene sono innanzitutto gli agricoltori che, supportati dal Consorzio di Tutela e dall’amministrazione comunale, sapientemente e seguendo quanto previsto dal disciplinare IGP, continuano a produrre il pregiato legume. Detentori sono anche le associazioni locali, in primis la proloco e tutta la Comunità sarconese, ben organizzati in oltre tre generazioni di persone che in forma volontaria mettono a disposizione della comunità le loro competenze e professionalità, la loro accoglienza e il loro calore, il loro amore per il paese , per la realizzazione dell’evento annuale – la Sagra del fagiolo IGP- che ha reso famoso a livello nazionale il nostro prodotto tipico.

UNA VETRINA PER I PRODUTTORI
L’organizzazione dell’evento rappresenta il momento di massima visibilità e di riscontro per tutti i produttori, le aziende agricole e i tanti singoli agricoltori che legano la loro attività e i loro investimenti al prodotto fagiolo. I giorni della Sagra sono infatti non solo il momento del bilancio di un’intera stagione lavorativa, ma anche l’occasione per predisporre e programmare le strategie agricole e commerciali del futuro. In questo contesto produttivo l’allestimento di una manifestazione come la Sagra del fagiolo, si inserisce con lo scopo di portare nuovi elementi al dibattito sulla produzione e di offrire nuove opportunità al sistema della commercializzazione del prodotto. Anche il Consorzio per la tutela del fagiolo di Sarconi, che riunisce tutti i piccoli produttori e gli addetti del settore agricolo, è direttamente coinvolto nella manifestazione e trae da essa vantaggi in termini promozionali e divulgativi. Inoltre negli ultimi anni sono stati attivati dalla Pro Loco Sarconi dei contatti e delle collaborazioni con consorzi e associazioni di settore appartenenti a realtà agricole simili a quella di Sarconi; sono stati invitati gli altri consorzi di tutela che hanno ottenuto il riconoscimento Igp per altre qualità di fagiolo con lo scopo di mettere a confronto diverse realtà produttive che si occupano dello stesso prodotto. Questo momento di confronto ha dato la possibilità ai produttori locali di avere una visione più ampia dei quesiti relativi al confezionamento e alle modalità di commercializzazione del prodotto per poter mettere a punto soluzioni qualitativamente migliori e più competitive sul mercato ortofrutticolo regionale e nazionale.

MODALITA DI CONSERVAZIONE
Crediamo da sempre di dovere molto – in termini di gratitudine, di rispetto, di impegno – alla nostra terra. Ai suoi monti, ai suoi cieli, alle sue acque, alla sua gente. Ma sentiamo di dovere molto anche allo straniero, a chi resta inchiodato a scrutare, con gli occhi pieni di quelle immagini cui apparteniamo. Crediamo che uno straniero venga a chiedere ragione, sempre, come noi chiederemmo ragione del suo mondo. Perciò sentiamo di dovergli qualcosa. Sentiamo di dovergli parlare, e spiegare, e mostrare. Sentiamo di dovere lui delle risposte, perchè lo straniero ci somiglia, lo sente, anche se non lo dice, e ce ne chiede ragione. I produttori del consorzio, grazie anche a programmi di enti di ricerca e di sviluppo come Università, CNR, Regione, ALSIA, hanno saputo recuperare e conservare ecotipi locali di indiscutibile valore agronomico, dalle qualità organolettiche eccellenti e produrli secondo regole, spesso non scritte, ma conosciute e tramandate di generazione in generazione. Tali regole, riportate nel disciplinare di produzione IGP, dichiarano che si tratta di una produzione ottenuta secondo gli usi e costumi popolari del mondo contadino, nel rispetto di tradizioni, caratterizzata da metodi agronomici tradizionali che prevedono la rotazione, la consociazione e le concimazioni spesso fatte con concimi organici, in assenza di diserbanti e pesticidi.
Tutte le fasi di produzioni e di confezionamento sono oggetto di attenti ed accurati controlli che assicurano, con la certificazione, il pieno rispetto di tutte le regole previste dal Disciplinare di Produzione adottato dal consorzio di Tutela con sede in Sarconi (PZ). Anche a Sagra del fagiolo di Sarconi, per noi, è una risposta. E’ un modo di presentarci, un modo di far parlare la nostra terra, le sue persone, i suoi occhi, la sua generosità , il suo calore e i suoi colori. E’ un modo di portare il nostro passato vivo – non cadavere – nel futuro. Anche un modo di pensarlo e ripensarlo, il nostro futuro. E’ il gesto di una comunità . E’ la sua natura, la sua cultura, la sua storia. Le sue origini e il suo futuro. Non si può ridurre un luogo ad un fatto: ma se è vero che i paesi sono discorsi, sono simboli e significati, allora la Sagra del Fagiolo veicola davvero il genius loci di Sarconi. Come un’astronave, ne porta con sè il dna e le peculiarità avanti nel tempo. Ne esalta le qualità , ne sprona i migliori talenti, ne solletica le intelligenze e la fantasia, ne pervade le coscienze. Sarconi è quella sagra. In questi anni ha dimostrato di volercela fare. E’ arrivata a costruire un evento importante riconosciuto e riconoscibile30000 visitatori in due sere nell’edizione 2017 non sono uno scherzo. Ma la sagra del fagiolo non si ferma: perchè quel debito di cui si diceva all’inizio, non si estingue mai. E per colmarlo, c’è bisogno di andare avanti.

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